La fine della stagione calcistica è un po' un crocevia, un momento di riflessione tra ciò che si è fatto e ciò che si vuole continuare a costruire per se stessi e per i club di appartenenza.
Dopo l’addio al Belpasso FC al termine delle cinque stagioni abbiamo incontrato il Direttore Sportivo Santo Sciuto, carico più che mai in vista di una nuova avventura tra ambizioni e voglia di vincere. Nel corso di questi anni il Santo Sciuto, diplomato Direttore Sportivo CSEN, ha conquistato tre campionati di Prima Categoria, disputato una finale persa ai supplementari e, in Promozione, raggiunto una finale playoff, una semifinale playoff e tre quinti posti

Sciuto

Direttore Santo Sciuto la fine di un ciclo con il Belpasso Fc. 
“Non un ciclo qualunque ma un grande ciclo durato ben cinque stagioni. Anni che mi sono serviti per la mia crescita personale pieni di soddisfazioni. Si sa che il Belpasso Fc non abbia fatto spese astronomiche, ma ponderate. Tra finali playoff e quinto piazzamento siamo andati oltre le aspettative. In questa ultima stagione mi era stato chiesto di migliorare la classifica e abbiamo ottenuto un quarto posto disputando la semifinale playoff. Chiaramente un pezzo del mio cuore rimarrà a Belpasso dove ho lavorato e studiato ottenendo la qualifica di Direttore Sportivo perché le competenze oggi sono importanti. Belpasso è una di quelle piazze dove si respira calcio. È stata una grande esperienza al fianco di un presidente (Ardizzone, ndr) unico. 

Sciuto: “A Belpasso anni straordinari”

Cosa ha reso il vostro lavoro differente?
“Abbiamo valorizzato tantissimi giovani. Abbiamo avuto sempre tanti ragazzi under in distinta, con cinque che andavano in campo. Grazie alla società e al suo settore giovanile che mi hanno permesso di scovare talenti e valutarne attentamente le qualità, arrivando meritatamente in prima squadra, facendo anche bene. Questo vale anche per giovani provenienti da altri club, ed è un aspetto di cui vado particolarmente fiero, cosi come la piena di fiducia delle famiglie che mi hanno affidato i calciatori più giovani. Stesso discorso per gli over. In questi anni ho costruito rapporti di grande fiducia con molti calciatori e questo mi gratifica. Molti vorrebbero seguirmi ancora. Quando non è stato possibile, sono stato il primo a lasciare la trattativa”.   

Che stagione è stata per il Belpasso FC 
La definirei una stagione grigia. Non è stata né bianca, né nera. Una stagione che fino a dicembre è stata da urlo, perché siamo stati per tutto il girone di andata al secondo posto dietro al Santa Venerina. Nonostante gli infortuni, qualche acciacco o qualche squalifica abbiamo dato il massimo conquistando anche i quarti di finale di Coppa Italia. Il girone di ritorno, è stato un po' più travagliato perché tra infortuni, e perché no, errori tecnici e qualche squalifica di troppo, abbiamo perso terreno. Questo ci è costato caro. All’andata abbiamo battuto Jonica Fc, Bronte con prestazioni di spessore. Nonostante tutto, siamo rimasti in zona playoff chiudendo al 4° posto. Il rammarico rimane per non aver avuto quella continuità che serviva ma ci può stare. In tutte le squadre un calo fisiologico può starci, squalifica e infortuni che derivavano secondo me dagli orari degli allenamenti e dal terreno di gioco del Nuccio Marino non in perfette condizioni”.  

Peccato per quel finale... 
“Peccato, si. Non abbiamo avuto quella prontezza di capire che potevamo ancora superare il turno perché stavamo dimostrando di essere nettamente superiori. La frustrazione e la tensione del match ci hanno giocato un brutto scherzo. L’Aci Sant’Antonio fino al 47 non aveva fatto un solo tiro in porta, se non con un calcio di rigore. Dispiace per come sia andata, forse è stato esagerato questo processo mediatico ma mi assumo le mie responsabilità e guardo con consapevolezza del lavoro svolto”.

Guardiamo al futuro. “Voglio vincere”

Adesso con quali ambizioni guarda al futuro?
“A Belpasso anni bellissimi, di crescita professionale e umana, con un presidente indiscutibile. 
Ma già penso al mio futuro, ho investito su me stesso, mi sono diplomato per essere un Direttore qualificato e con argomenti di valore. Nel calcio ho vissuto momenti belli e brutti e ho imparato a saperli gestire. Sto già valutando alcune proposte e sono certo che arriverà altro. L’ideale sarebbe trovare un club che valorizzasse il mio lavoro, tutelandolo senza fare spese folli e raggiungendo sempre gli obiettivi. Mi sento pronto per proseguire il mio percorso. Insomma, voglio vincere. Questa è la mia ambizione più grande. Cerco un progetto che punti sulla valorizzazione dei giovani e che abbia ambizioni importanti. Se troverò queste condizioni sarò pronto a rimettermi in gioco con grande entusiasmo" 

 

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Santo Sciuto: addio al Belpasso FC e nuovi obiettivi all'orizzonte

Carastro

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