1° Categoria, Atletico Catania. Sciuto: "Abbiamo obiettivi importanti. Mai pensato di lasciare"
Il Ds Sciuto racconta il progetto Atletico Catania su LoSportWeb
Una nuova stagione ormai alle porte e una nuova avventura per il direttore sportivo Santo Sciuto, che nei mesi scorsi ha sposato con grande entusiasmo il progetto Atletico Catania.

Mesi di lavoro per costruire una formazione di grande spessore, in attesa di un ripescaggio in Promozione che purtroppo non è arrivato. Il club atletista, pur rimanendo in 1° Categoria, sta lavorando con grande professionalità e, nella maggior parte dei casi, ha confermato i propri protagonisti.
Abbiamo sentito il direttore sportivo Santo Sciuto per fare il punto della situazione, tra il rammarico per il mancato ripescaggio, le ambizioni della società e la voglia di costruire un progetto importante cominciando il campionato una straripante vittoria con il risultato di 3-0 contro Atletico Siracusa grazie alle reti di De Carlo, Sciacca e Riccobono. Un match che ha saputo divertire il pubblico presente.
Ho trovato una società di valore. Mille motivi per proseguire
Direttore, dopo il mancato ripescaggio è stato necessario fare quadrato. Quanto è stata difficile questa fase?
«Inutile nascondere il rammarico e la delusione per questo mancato ripescaggio, soprattutto perché sono andate avanti formazioni che rispetto a noi avevano meno punti, almeno una trentina. Abbiamo pagato il fatto che lo scorso anno mancava la formazione Juniores».
Non ha mai pensato di lasciare il club per cambiare categoria?
«Sono un uomo con dei valori. Non ho mai pensato di abbandonare la barca, come si dice in questi casi. Sono tornato in Prima Categoria dopo otto stagioni in Promozione, continuando a lavorare per un progetto più che ambizioso. Insieme a Nino Marchetti abbiamo costruito una formazione per una categoria superiore».
Sono rimasti tutti oppure le cose sono cambiate in corso d'opera?
«Qualcuno è andato via, tra i più giovani. Ma su ventisei calciatori in organico solo quattro sono andati via. Solo Matteo Fichera, tra i più grandi, è andato via per una giusta causa, che abbiamo accettato. Al di là del mercato, quest'anno sono entrati soci con valori importanti, che credono fortemente nel nostro progetto. Persone che mi hanno motivato e parlato di programmazione».
Una rosa giovane perchè cosi amo lavorare
Avete costruito una rosa di spessore, con tanti giovani. Qual è la vostra filosofia?
«Abbiamo un organico importante, ma con una base giovane nella quale credo fortemente, come ho fatto anche nelle precedenti esperienze. Abbiamo tantissimi 2006, 2007 e 2009. Voglio anche ricordare che in Prima Categoria non esiste la regola degli under, ma naturalmente non mancano i senatori, quelli con più esperienza che saranno una guida. Tra questi c'è Fabio Sciacca, che ha giocato in Serie A e Serie B e ha dato un grande contributo al beach soccer. È un valore aggiunto e sarà il nostro capitano. Lui, ad esempio, è rimasto per il rapporto che si è instaurato tra noi e perché ha subito creduto in me».
Cosa significa per un direttore sportivo trovare una società che crede nelle sue competenze?
«Lo ritengo fondamentale per la programmazione e per il rapporto con lo staff e con i calciatori. Ho trovato persone che credono in me e nel mio lavoro. È anche per questo che non ho voluto lasciare dopo il mancato ripescaggio. Parliamo però di un club che compie 40 anni e che ha raggiunto anche i playoff di Serie C, per cui abbiamo chiaro in mente il nostro cammino. La società si sta ricompattando e sono orgoglioso di essere stato scelto».
Quali sono le ambizioni di Santo Sciuto e dell'Atletico Catania?
«Il Ds Sciuto non partecipa tanto per partecipare. Partecipo per raggiungere obiettivi importanti. Nel calcio, poi, sappiamo che si può vivere di alti e bassi (spero mai, ndr), ma cerchiamo di dare il massimo ogni giorno per ottenere i risultati che vogliamo».
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