Dopo aver maturato importanti esperienze nel calcio professionistico, tra analisi tattica, preparazione delle gare e successi conquistati tra Catania, Ternana e Livorno, Ivan Alfonso continua il proprio percorso di crescita nel mondo del calcio con idee chiare e una visione moderna del ruolo di allenatore. Il tecnico catanese ai microfoni de LoSportWeb parla del suo ritorno in Sicilia, dell'evoluzione del calcio regionale, dell'importanza della match analysis e delle ambiziose prospettive rivolte al futuro. 

Alfonso: “In Sicilia si può fare calcio di alto livello”

Ivan Alfonso
Nella foto IVAN ALFONSO

Mister, dopo diverse esperienze professionali ha scelto di rimettersi in gioco in Sicilia. Quali motivazioni l'hanno spinta a tornare nella sua terra?
La scelta di tornare in Sicilia è stata dettata da un mix di valori personali e ambizioni professionali. La Sicilia è casa mia, è un territorio in cui sono radicato e dove credo fermamente si possa fare calcio di alto livello. Dopo aver lavorato in contesti molto diversi e stimolanti fuori regione, ho sentito il bisogno di mettere a disposizione del mio territorio quel bagaglio di competenze ed esperienze che ho maturato. Credo che ci sia ancora molto da costruire qui, e avere l'opportunità di farlo dove si hanno le proprie radici aggiunge una motivazione extra: la voglia di vedere crescere il calcio locale attraverso una metodologia seria e organizzata”.

Nel corso della sua carriera ha ricoperto anche il ruolo di match analyst. Quanto ha influito questa esperienza sulla sua idea di calcio e sul suo modo di preparare le partite?
È stata una pietra fondamentale della mia evoluzione professionale. La match analysis non è solo guardare video; è un metodo scientifico che ti obbliga a guardare oltre la superficie. Mi ha insegnato a scomporre la complessità del gioco in dati e schemi leggibili. Quando entro in campo come allenatore, non vedo solo i giocatori, ma vedo spazi e tempi di gioco che i dati poi ti possono aiutare a confermare o smentire. Questo approccio mi permette di lavorare in maniera molto più precisa: preparo la partita non basandomi solo sulle sensazioni, ma su un’analisi oggettiva degli avversari e delle nostre dinamiche di squadra”.

La stagione appena conclusa ha regalato luci e ombre alle squadre siciliane tra Serie C e Serie D. Qual è il suo bilancio e quali aspetti l'hanno colpita maggiormente?
È stato un anno purtroppo negativo, soprattutto in serie C, con piazze importanti che hanno avuto grandi difficoltà (vedi Siracusa e Trapani). Purtroppo anche il Catania ha fallito con il suo obiettivo, una promozione tanto agognata da club e tifosi. Ciò nonostante, quello che mi colpisce sempre del panorama siciliano è la passione viscerale delle piazze. Inoltre, nel panorama calcistico siciliano ci sono ottime individualità, ma il salto di qualità definitivo arriverà solo quando riusciremo a costruire sistemi di club più solidi e meno dipendenti dall'estemporaneità dei risultati”.

Alfonso: “In Eccellenza e Promozione si deve puntare ad un settore giovanile prolungato. Per il futuro, non guardo la categoria ma la visione del club"

Guardando invece ai campionati regionali, ritiene che categorie come Eccellenza e Promozione abbiano ancora margini di crescita dal punto di vista tecnico, tattico e organizzativo?
Assolutamente sì, ed è proprio lì che si gioca il futuro del nostro calcio. In Eccellenza e Promozione si può e si deve fare un lavoro di "settore giovanile prolungato", formando calciatori e allenatori che abbiano una mentalità moderna. Il margine di crescita è enorme, specialmente nell'organizzazione degli staff tecnici: introdurre figure specializzate, dare fiducia ai giovani e perché no anche l'utilizzo semplice della tecnologia per l'analisi e curare maggiormente la didattica sul campo permetterebbe di innalzare il livello medio di queste categorie”.

Il calcio moderno è sempre più legato all'analisi dei dati e alle nuove tecnologie. Quanto contano oggi questi strumenti nel lavoro quotidiano di un allenatore e dove possono fare la differenza?
Oggi la tecnologia è il copilota dell'allenatore. Non sostituisce il campo, ma lo potenzia. Gli strumenti di analisi permettono di risparmiare tempo prezioso e di dare ai giocatori feedback visivi inequivocabili: quando un calciatore vede il proprio errore o il movimento corretto su un video, l'apprendimento accelera. Fanno la differenza nei dettagli, nella gestione dei carichi di lavoro, nella prevenzione degli infortuni e nella lettura degli avversari. Oggi non si deve rinunciare a questi strumenti”. 

Il suo nome è stato accostato a diverse società nelle ultime settimane. Senza entrare nei dettagli, ci può raccontare se ci sono progetti interessanti sul tavolo e quali caratteristiche dovrebbe avere la prossima sfida per convincerla?
Il mercato è una fase che vivo con grande serenità. Sì, ci sono stati contatti concreti con diverse realtà, tra cui alcune società di Eccellenza e Promozione che hanno ambizioni serie. La mia prossima sfida non sarà dettata dalla categoria, ma dalla visione: cerco un club che voglia investire nella metodologia e nella valorizzazione del talento. Credo fortemente nei giovani: la mia intenzione è quella di dare loro spazio e fiducia, costruendo attorno a loro un’identità tattica chiara. Per convincermi, il progetto deve trasudare fame di vittoria e una mentalità vincente, esattamente quella che applico quotidianamente nel mio lavoro: non mi accontento mai, la mia determinazione è sempre rivolta al massimo risultato possibile, in ogni partita e in ogni competizione”.

 

Qual è il sogno professionale che Ivan Alfonso tiene ancora nel cassetto e che vorrebbe realizzare nei prossimi anni?
Direi che una parte importante di ciò che ho sempre sognato l'ho già trasformata in realtà, e ne sono orgoglioso. Aver contribuito a scrivere la storia del Catania FC, riportando la società tra i professionisti e vincendo il primo trofeo nazionale del club, la Coppa Italia, rimane un'emozione indescrivibile. Allo stesso modo, aver conquistato il campionato e la Supercoppa di Serie C con la Ternana, uniti alle esperienze vissute nel campionato cadetto di Serie B, mi ha dato la consapevolezza della mia forza e della bontà del mio metodo di lavoro. Tuttavia, l’ambizione non è un traguardo, è un motore. Il mio sogno nel cassetto è quello di continuare a scalare le gerarchie del calcio professionistico, portando la mia idea di gioco sempre più in alto, con l'obiettivo costante di misurarmi con palcoscenici prestigiosi e di lasciare un segno indelebile in ogni piazza in cui avrò la fortuna di lavorare”.

 

 

Ivan Alfonso si racconta: il ritorno in Sicilia, la match analysis e il futuro in panchina

 

 

 

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