Fabio Picone: “I giovani meritano fiducia e responsabilità”
Due chiacchiere con il tecnico Fabio Picone su LoSportWeb tra giovani e futuro
In un calcio sempre più orientato al risultato immediato, c'è chi continua a credere che il futuro passi dalla crescita dei giovani. Fabio Picone è uno di questi. Il tecnico, reduce da un'importante esperienza alla Polisportiva Nicosia, ci ha raccontato la sua visione del calcio, il lavoro con i ragazzi e le ambizioni per il prossimo futuro.

Mister Picone nel suo percorso a Nicosia ha lanciato diversi giovani. Quanto è difficile trovare il giusto equilibrio tra la crescita dei ragazzi e la necessità di fare risultati?
“Trovare il giusto equilibrio non è mai semplice, perché nel calcio i risultati sono sempre la priorità assoluta, allo stesso tempo, però, credo che valorizzare i giovani sia un investimento fondamentale per una società che vuole crescere e che bisogna avere il coraggio di dare loro la fiducia necessaria, e cercare di accompagnarli nel percorso di crescita dando le giuste responsabilità.
Concludo nel dire che quando un ragazzo dimostra impegno e qualità, merita la sua occasione e spesso sono proprio i giovani a regalare grandi soddisfazioni ed io ne ho ricevute parecchie in questi anni grazie a loro”.
Picone: “Dobbiamo avere la pazienza e la convinzione di puntare sui ragazzi”
Tutti sostengono che i giovani debbano avere più spazio, ma alla prima difficoltà si torna quasi sempre a puntare sull'esperienza. È un problema culturale del nostro calcio?
“In parte sì. Ad esempio io vedevo sempre le distinte avversarie e quasi sempre era composta da 9 grandi e 2 under perché nel nostro calcio c'è ancora una forte tendenza a cercare certezze immediate, soprattutto quando i risultati non arrivano. L'esperienza è importante, ma non deve diventare un limite alla crescita dei giovani. Serve una mentalità diversa, che accetti anche qualche errore come parte del percorso formativo. Se vogliamo costruire il futuro del calcio, dobbiamo avere la pazienza e la convinzione di puntare sui ragazzi con continuità come hanno fatto le altre nazioni. Io più che l'esperienza guardo la competenza a prescindere dall'età. Altro aspetto da non sottovalutare è quello fisico oltre che anagrafico. Credo che tutti gli addetti ai lavori debbano valutare un calciatore per ciò che può dare in campo, indipendentemente dalla carta d'identità”.
Quanto poi è importante motivare questi ragazzi sia negli allenamenti che la domenica?
“La motivazione per i giovani è di fondamentale importanza. A questa età i ragazzi hanno bisogno di sentirsi coinvolti, valorizzati e parte di un gruppo. Durante gli allenamenti è importante trasmettere entusiasmo e fiducia, mentre la domenica bisogna aiutarli a vivere la partita con serenità e determinazione e farli sentire tutti protagonisti. Quando un ragazzo è motivato, riesce a esprimere al meglio le proprie qualità e ad affrontare con maggiore consapevolezza sia i successi e sia le difficoltà. Durante l'anno amo creare esercizi a livello cognitivo e farli partecipare attivamente agli allenamenti, perché oggi loro devono capire che cosa stanno allenando e il perché di quel determinato allenamento. Io odio i soldati che eseguono soltanto delle esercitazioni senza capire il senso di quel determinato allenamento o situazione di gioco... Quindi oltre a motivare li devi letteralmente coinvolgere”.
I giovani sono il presente e il futuro del nostro calcio
Parliamo di futuro, ormai imminente, pronto per una nuova avventura?
Per quando riguarda il mio futuro sono pronto ad affrontare una nuova avventura con grande entusiasmo e voglia di mettermi in gioco. Le esperienze vissute finora mi hanno fatto crescere sia dal punto di vista umano che professionale e mi hanno dato ulteriori stimoli per continuare questo percorso. Adesso guardo al futuro con ambizione, consapevole del lavoro da fare e desideroso di affrontare nuove sfide con passione e amore per questo magnifico sport. Tra qualche giorno si saprà, sicuramente sarà una società che avrà le mie stesse ambizioni...”
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