Gaetano Russo Cus Catania Basket
Gaetano Russo Cus Catania Basket

Si è parlato di basket nella 2° puntata di “Buongiorno Sport”, prodotto da Lo Sport Web in collaborazione con Luna Rossa Lab e condotto da Rosario Sortino e Mimmo Lazzarino. Ospite della puntata di ieri Gaetano Russo, storico allenatore del Cus Catania Basket Serie C Gold. 

Un punto di vista importante, una visione assoluta di chi insegna questo sport da anni e anni. “Ci sono le solite realtà che sono la storia della pallacanestro - spiega - ovvero Trapani, Agrigento e Capo D'Orlando. Per il mio modo di vedere questo sport mancano altre grandi città siciliane come Palermo e Catania, dove non si riesce a costruire una squadra di caratura nazionale. Purtroppo è difficile tra squadre maschile e femminile. Si continua in quelle zone dove vi è stata sempre una cultura per il basket".  

“Il Cus Catania Basket lavora bene con il settore giovanile. Qualche anno addietro eravamo la prima realtà siciliana. Poi abbiamo pensato alla prima squadra tramite alcune collaborazioni ma da quest'anno siamo tornati solo Cus. Siamo riusciti a ripristinare tutte le squadre giovanili e mini basket. Abbiamo tanti ragazzini che fanno attività. Torneremo a lavorare sulla qualità perché vogliamo tornare ai vertice del basket giovanile siciliano”. 

E' chiaro che il discorso legato allo sviluppo di questo sport è anche e soprattutto di natura economica cercando coloro che investono e che possono investire nella crescita dei ragazzi che poi sono costretti a lasciare la Sicilia per emergere. 

“E' difficile programmare un campionato di vertice  o pensare alle categorie superiori perché non ci sono aziende che vogliono scommettere nel basket, forse perché sembra un investimento a fondo perduto - commenta l'allenatore Gaetano Russo -,  noi ci auguriamo sempre che la situazione possa cambiare. E' meraviglioso vedere tanti ragazzini in campo che cercano di fare canestro. E' una gioia immensa. Poi, più piccoli sono più ci si può innamorare del basket. A 16 anni le prospettive sportive cambiano ma l'ambizione oltre allo studio, di ambire a vivere lo sport ad alti livelli”. 

Una passione nata quasi 50 anni addietro, ai Salesiani al Cibali, per poi diventare tecnico ed educatore di tantissimi ragazzi per il quale è diventato un vero e proprio punto di riferimento senza mai fermarsi così come quest'anno: “Abbiamo la squadra più giovane per cui l'obbiettivo è fare crescere i nostri ragazzi nel migliore dei modi - conclude - mi auguro di poter vedere una compagine catanese tra A e B”.     

 

 

 

  

 


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