Pietro Infantino: "Non cerco un contratto, ma qualcosa che mi faccia battere forte il cuore"
Il tecnico Pietro Infantino si racconta su LoSportWeb in attesa della chiamata giusta
Sulle pagine de LoSportWeb abbiamo ascoltato il tecnico Pietro Infantino. Una lunga esperienza da calciatore, poi la scelta di sedere in panchina. Tante le annate che lo hanno visto protagonista. Dopo le stagioni a Favara, studia, si guarda intorno con stessa passione di sempre e la stessa dedizione.
Come giudica questo inizio di Serie D soprattutto nei girone meridionali che guardiamo più da vicino?
“Molto avvincente sarà come sempre tirato fino alla fine, anche se la Reggina domenica ha dato un grande segnale al campionato. Però tante squadre gli daranno filo da torcere fino alla fine. Per la salvezza vedo tante squadre in questo momento, ma come dico sempre se non passano almeno 10 giornate non si può fare una vera valutazione”.
Bisogna attende le 10 giornate per fare valutazioni

Da sempre uno sguardo ai gironi di Eccellenza?
“Seguo con grande interesse il nostro maggiore campionato regionale, con tantissime squadre blasonate sia nel girone A che in quello B. Sono sicuro che sarà bello da vedere e avvincente. Mai come quest’anno tante squadre mirano alla vittoria finale del campionato”.
Cominciano già i cambi nelle panchine.. fa parte del vostro lavoro. Ma perché c'è sempre meno pazienza da parte dei club che vogliono tutto e subito?
“Purtroppo è vero, oramai alle prime difficoltà si va verso l'esonero del tecnico, vero anello debole di questa catena. Noi tecnici, dalla nostra, lo sappiamo. Viviamo solo di risultati, per cui quando si parla di progetti, nella maggior parte dei casi si parla di aria fritta”.
Infantino: “Cerco qualcosa che mi faccia battere il cuore, non un contratto economico”
Se dovesse ricevere una chiamata oggi stesso sarebbe pronto a ricominciare?
“Ad essere sincero, ho avuto l'occasione di ripartire. Ho ringraziato e ho motivato la mia scelta. Non sono alla ricerca di un contratto economico, ma di una chiamata che mi fa battere forte il cuore e che mi ridia grande entusiasmo per partire da casa. Perché il nostro compito non riguarda solo tattica e tecnica, ma soprattutto trasmettere entusiasmo passione voglia in quello che si fa”.
Mister, quanto è cambiato il calcio rispetto agli in cui era calciatore?
È cambiato molto, sicuramente c'era più umiltà, fame, voglia di sacrificarsi. Non c'erano molte distrazioni come adesso, ma devo dire che adesso sotto l'aspetto della metodologia di lavoro fisico e tattico il giocatore ha più nozioni. Oggi il lavoro più importante del tecnico è quello mentale, saper trovare le giuste motivazioni e la creazione di un gruppo”.
Pietro Infantino: "Non cerco un contratto, ma qualcosa che mi faccia battere forte il cuore"
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