Oggi una società sportiva non può più vivere soltanto di passione. Servono competenze, organizzazione e visione.

Negli ultimi anni il mondo dello sport, soprattutto a livello dilettantistico e semiprofessionistico, sta vivendo una trasformazione profonda. Le società non sono più semplici realtà basate sul volontariato, ma vere e proprie organizzazioni complesse che richiedono competenze manageriali, amministrative e strategiche.

Servono competenze, organizzazione e visione

Ne parliamo con il Dott. Vito Palumbo, consulente aziendale, che insieme ad altri professionisti sta lavorando alla creazione di un team multidisciplinare dedicato alla gestione e allo sviluppo delle società sportive.

Palumbo Vito
Nella foto: Dott Vito Palumbo

Dott. Palumbo, oggi cosa significa gestire una società sportiva?
“Oggi gestire una società sportiva significa amministrare una realtà complessa. Non si tratta più soltanto di organizzare allenamenti o partecipare ai campionati, ma di affrontare temi come la gestione amministrativa e fiscale, la pianificazione economica, il marketing sportivo, la comunicazione, la ricerca di sponsor e l’organizzazione delle attività. Una società sportiva moderna deve essere in grado di programmare il proprio sviluppo, gestire risorse e persone e dialogare con istituzioni, famiglie, atleti e territorio. Per questo motivo diventa sempre più importante adottare un approccio manageriale”.

Quali sono oggi le principali difficoltà che incontrano le società sportive?
“Molte società nascono e crescono grazie alla passione dei dirigenti e dei volontari, ed è un valore fondamentale. Tuttavia oggi il contesto normativo, fiscale e organizzativo è molto più complesso rispetto al passato. Le società devono gestire adempimenti amministrativi, questioni fiscali, sicurezza degli impianti, tutela sanitaria degli atleti, comunicazione e rapporti con sponsor e istituzioni. Senza una struttura adeguata diventa difficile affrontare tutte queste responsabilità e allo stesso tempo sviluppare progetti di crescita”.

Creare un team multidisciplinare che possa affiancare le società sportive 
 

Da questa esigenza nasce il progetto del vostro team di professionisti?
“Esattamente. L’idea è quella di creare un team multidisciplinare che possa affiancare le società sportive in modo completo: consulenza aziendale, supporto amministrativo e fiscale, aspetti legali, marketing sportivo e comunicazione. A questo si affiancano anche il supporto sanitario, fondamentale per la tutela degli atleti, e quello logistico e organizzativo, legato alla gestione degli impianti, delle trasferte e degli eventi sportivi. L’obiettivo è offrire alle società un punto di riferimento unico, capace di accompagnarle nella gestione quotidiana e nello sviluppo strategico”.

Quanto è importante oggi la presenza di professionisti nella gestione sportiva?
“È sempre più importante. Il volontariato resta una componente essenziale dello sport, perché rappresenta passione e spirito di comunità. Ma oggi, accanto ai volontari, servono professionisti qualificati in grado di gestire gli aspetti più complessi. Solo così una società può crescere in modo strutturato e affrontare con serenità le sfide organizzative e normative”.

Molte società temono i costi legati ai professionisti. Come risponde a questa preoccupazione?
“È una preoccupazione comprensibile, ma bisogna cambiare prospettiva. Il supporto di professionisti non è un costo, ma un investimento strategico. Una gestione più professionale permette di evitare errori, migliorare l’organizzazione, attrarre sponsor e costruire progetti più solidi. Questo porta nel tempo benefici concreti per la società”.

Quindi per crescere serve anche il coraggio di investire?
“Assolutamente sì. Se una società sceglie di restare in una dimensione amatoriale può continuare a basarsi sul volontariato, ed è una scelta legittima. Ma se l’obiettivo è crescere, sviluppare settori giovanili, organizzare eventi e attrarre sponsor, allora bisogna investire nelle competenze. Altrimenti sarà difficile superare un livello prettamente amatoriale o, al massimo, semi-professionistico”.

Quali benefici concreti può ottenere una società sportiva con questo approccio integrato?
“Una società strutturata può migliorare la gestione economica, organizzare meglio le attività, garantire maggiore sicurezza e tutela sanitaria agli atleti e sviluppare una comunicazione più efficace verso sponsor e territorio. Questo consente anche di valorizzare il lavoro degli allenatori e creare un ambiente più solido e professionale per gli atleti”.

Guardando al futuro, come si muoverà questo team di professionisti?
“L’obiettivo è costruire una rete di competenze che possa diventare un punto di riferimento per le società sportive. L’idea è lavorare in sinergia con dirigenti e staff tecnici, affiancandoli nella gestione e nello sviluppo di nuovi progetti. Sempre più addetti ai lavori stanno guardando con interesse a questo modello organizzativo, perché consente di avere un supporto completo senza dover gestire singolarmente ogni ambito”.

In conclusione, qual è il messaggio che vuole lasciare alle società sportive?
“Lo sport vive di passione, ma per crescere ha bisogno anche di organizzazione e competenze. Affiancare ai volontari un team di professionisti significa dare alla società gli strumenti per costruire progetti più ambiziosi e duraturi. Il nostro obiettivo è proprio questo: accompagnare le società verso una gestione più moderna, strutturata e orientata al futuro”.

 

 

Management sportivo: come cambiano le società sportive oggi. Intervistiamo Vito Palumbo

 

Scopri il mondo di Luna Rossa Lab agency


💬 Commenti