Una salvezza raggiunta per il Taormina FC guidato da Francesco Insanguine, chiamato in corsa per salvare il club. Obiettivo conquistato con lavoro e sacrificio sotto gli occhi attenti della società, con il presidente Marco Moschella, il vicepresidente Emiliano Gullotta e il direttore generale Giovanni Da Campo.

Il campionato di 1° è in netta crescita per organizzazione

Francesco Insanguine

Al termine della stagione, i biancazzurri, impegnati nel Girone D del campionato di Prima Categoria, hanno collezionato 21 punti in 22 gare giocate, con 5 vittorie, 6 pareggi e 11 sconfitte, dimostrando abnegazione e spirito di sacrificio.

Di questa annata parliamo proprio con il tecnico Insanguine, ospite della nostra redazione.

Mister Insanguine, che stagione è stata con il FC Taormina?
“Ringrazio pubblicamente la società FC Taormina per la fiducia accordatami e per avermi dato l’opportunità di far rifiorire in me quell’entusiasmo che, in parte, avevo perso dopo la precedente parentesi, non conclusasi bene e sicuramente non per scelta mia. Ma nel calcio ci sta tutto. Arrivare a gennaio in un campionato che termina a marzo non è semplice e diventa tutto abbastanza impegnativo. Posso dire di aver trovato una società fatta di persone perbene e dei ragazzi splendidi. Ogni tecnico ha le proprie idee e abituare una squadra a cambiare determinate cose non è facile, anche perché tempo e classifica non ce lo permettevano. Tutti insieme abbiamo cercato di essere il più pratici possibile per conquistare la salvezza. L’obiettivo che mi era stato chiesto è stato raggiunto, ma personalmente avrei desiderato qualcosa in più, magari chiudere a ridosso della zona play-off. Sicuramente avrò sbagliato qualcosina, ma anche questo fa parte del gioco. Come ho sempre detto, il calcio lascia amicizie e valori, quindi è stata un’altra occasione per conoscere bella gente, della quale sono fiero”.

Il campionato di Prima Categoria è in crescita o è solo una nostra impressione?
"Posso dirti che ho rifatto questa categoria dopo parecchie stagioni ed effettivamente l’ho trovata in forte crescita: società molto organizzate — sicuramente non tutte —, tasso tecnico e tattico migliorato e molte squadre composte da giocatori provenienti da categorie superiori. A mio parere, tre o quattro squadre del girone di cui facevamo parte sono pronte per disputare tranquillamente un campionato di Promozione”.

Secondo lei cosa è cambiato negli ultimi anni?
“Secondo me sono cambiati i giovani, soprattutto a causa dell’avvento dei social. Non sto dicendo che sia un male o un bene, ma tutto si evolve. Adesso tocca a noi addetti ai lavori portare quanti più ragazzi possibili nei campi di calcio e insegnare loro la cultura del lavoro, del sacrificio e soprattutto quella dello sport”.

Insanguine: “Salvezza si, ma avrei voluto ottenere qualche punto in più Grande società e ragazzi splendidi”

Si parla già di futuro o è ancora presto?
“Parlare di futuro, per adesso, mi sembra prematuro. Intanto ci godiamo il dovuto riposo e poi si vedrà. Aggiungo che con il FC Taormina ci siamo lasciati benissimo e ci incontreremo nei prossimi giorni. Se son rose, fioriranno”.

Carastro

Insanguine: “Taormina, salvezza conquistata con sacrificio e lavoro”
 


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