Lorenzo Mangiameli (foto Nino La Macchia)
Lorenzo Mangiameli (foto Nino La Macchia)

“A Caccia D Talenti” è andata nella meravigliosa Trapani dove abbiamo trovato, terzino sinistro classe 2003 di Lentini, in provincia di Siracusa. Cresciuto tra i settori giovanili di Catania, Siracusa e Sicula Leonzio, ha poi giocato nel Carlentini in Eccellenza, per poi approdare al Paternò in Serie D. Nell’ultima stagione, come dicevamo ha indossato la gloriosa maglia del Trapani. Per lui ben 50 presenze già in Serie D. 

Come giudichi questa stagione a Trapani?
"Per me questa stagione è stata molto importante. Mi ha aiutato a crescere ancora di più sotto tutti i punti di vista, ma soprattutto sull’aspetto calcistico e caratteriale perché ho avuto dei punti di riferimento fondamentali, compagni di squadra professionisti e veri uomini”. 

Siete riusciti a raggiungere un traguardo importante. Qual è stato il vostro segreto?
“Il nostro segreto è sempre stato quello di non mollare mai nonostante tutto quello che è successo durante la stagione che ci poteva destabilizzare. Siamo riusciti a coronare quest’obiettivo che tutti ci eravamo fissati per il Trapani Calcio, per i trapanesi e per il nostro futuro. Fiero e orgoglioso di aver fatto parte di questo straordinario gruppo di calciatori”.

Cosa pensi del campionato di Serie D? 
“Il campionato di serie D è un torneo molto difficile. Non permette nessun calo di tensione in nessun momento della stagione. Essendo poi anche un campionato a ridosso del professionismo con parte delle squadre con tanti under, vogliono mostrare il loro valore per fare il salto di qualità. Per questo ogni partita è una battaglia”.

Chi è il tuo calciatore preferito?
“Il mio calciatore preferito è Di Marco dell’Inter. Mi rivedo in lui per le sue giocate, il suo piede mancino, la sua corsa e la sua semplicità. Un giocatore che guardo con gande attenzione. In ogni sua partita ho qualcosa da imparare.

Qual è il tuo sogno nel cassetto? 
"Il mio sogno nel cassetto è quello di provare a fare il salto nel professionismo. Lavoro già da ora per far sì che questo mio obiettivo personale si concretizzi nel più breve tempo possibile. Un sogno che coltivo da bambino, da quando giocavo nei campetti di periferia e che ancora oggi è vivo nonostante tutto”.


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