Sulle nostre pagine torniamo a parlare di settore giovanile e lo facciamo insieme al dottor Vito Palumbo, consulente aziendale con esperienza nel mondo dello sport, che offre una visione chiara e strutturata su un tema centrale per il futuro delle società sportive.

Palumbo Club

Nel panorama sportivo moderno, spesso l’attenzione si concentra sui risultati della prima squadra, sulle classifiche e sulle prestazioni nel breve periodo. Tuttavia, dietro ogni società solida e duratura, l’elemento fondamentale che ne determina la crescita è il settore giovanile.

Palumbo: “Una società che investe nel proprio vivaio investe su se stessa nel lungo periodo”. 

Dottor Palumbo, quanto è importante oggi il settore giovanile per una società sportiva?
“Il settore giovanile non è semplicemente una parte della società: è il suo cuore pulsante. È lì che si costruisce il futuro, non solo in termini di atleti, ma anche di valori, identità e cultura sportiva. Una società che investe nel proprio vivaio investe su sé stessa nel lungo periodo. In molti casi, il settore giovanile è persino più importante della prima squadra”.

I vivai sono più importanti della prima squadra?
“La prima squadra rappresenta il presente, mentre il settore giovanile rappresenta il futuro. Senza un vivaio strutturato, una società è costretta a cercare soluzioni esterne, spesso con costi elevati e senza continuità. Al contrario, un settore giovanile ben gestito permette di formare atleti internamente, creare senso di appartenenza e garantire una crescita sostenibile. In un calcio sempre più in difficoltà economica, valorizzare i giovani diventa fondamentale per abbattere i costi e aumentare il valore della società”.

Palumbo: “In Italia e in Europa tanti esempi di modello di successo dove la valorizzazione dei giovani è la base”

Esistono esempi concreti di questo modello vincente?
“Assolutamente sì. In Italia l’esempio più evidente è l’Atalanta, che negli ultimi anni ha costruito gran parte del proprio successo sulla valorizzazione dei giovani del vivaio. Sotto la guida di Gian Piero Gasperini, e oggi con Raffaele Palladino, molti giocatori ‘a chilometro zero’ hanno trovato spazio in prima squadra, aumentando il proprio valore tecnico ed economico. Allo stesso tempo, esistono anche realtà locali che, grazie a una programmazione seria, hanno costruito progetti solidi e duraturi”.

Quali sono gli elementi fondamentali per un settore giovanile efficace?
“Un settore giovanile non può essere improvvisato. Servono organizzazione, programmazione e competenza. È fondamentale avere ruoli chiari, allenatori qualificati, una programmazione tecnica coerente e una gestione efficiente. A questo si aggiungono aspetti importanti come il supporto sanitario, il rapporto con le famiglie e una logistica adeguata. Inoltre, tutte le squadre giovanili dovrebbero seguire un modello di gioco condiviso con la prima squadra, come avviene nei grandi club europei”.

Che ruolo ha il management sportivo nello sviluppo del vivaio?
“È determinante. Il settore giovanile non è solo una questione tecnica, ma un vero progetto aziendale. Servono pianificazione, controllo dei costi, sviluppo di progetti, ricerca sponsor e valorizzazione del brand. Un vivaio ben strutturato può diventare un asset economico e strategico molto importante”.

Come vede la figura del manager sportivo all’interno di un settore giovanile?
“Deve essere una figura trasversale, con una visione completa: organizzativa, economica e strategica. Non deve sostituirsi alle competenze tecniche, ma affiancarle. È proprio dall’integrazione tra esperienza sul campo e capacità gestionale che nascono i progetti più solidi”.

Molte società investono poco nei giovani: è un errore?
“Sì, è un errore strategico. Non investire nel settore giovanile significa rinunciare al futuro. Un vivaio ben organizzato porta benefici nel tempo: crescita sportiva, sostenibilità economica, maggiore attrattività per sponsor e famiglie e una forte identità societaria”.

Qual è il rapporto tra settore giovanile e prima squadra?
“Deve essere diretto e continuo. Il vivaio non è una realtà separata, ma parte integrante del progetto sportivo. La prima squadra deve rappresentare il punto di arrivo di un percorso formativo”.

Un messaggio finale per le società sportive?
“Se una società vuole costruire qualcosa di duraturo, deve partire dal settore giovanile. È lì che si crea valore, identità e futuro. Oggi non si può più improvvisare: servono competenze”.

 

Settore giovanile, Palumbo: “È il vero patrimonio di un club"

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