Va in archivio un’altra grande stagione per il Villaggio Sant’Agata del presidente Salvo Rapisarda, protagonista nel campionato di Seconda Categoria. Nel Girone G, la squadra guidata da Antonio Costa ha chiuso al quarto posto con 32 punti in 20 partite, frutto di 9 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte.

Rapisarda

A dieci anni dalla fondazione del Villaggio Sant’Agata, abbiamo parlato proprio con il massimo dirigente degli etnei, Salvo Rapisarda.

Rapisarda: “Dieci anni da favola nonostante le difficoltà"

Presidente, che stagione è stata per il Villaggio Sant’Agata?
“È stata una stagione soddisfacente. Abbiamo raggiunto l’obiettivo prefissato a inizio anno, ovvero entrare nella griglia playoff. Purtroppo il nostro cammino si è fermato subito contro l’Atletico Siracusa, squadra che ha conquistato meritatamente il salto di categoria”.

Un girone molto avvincente che vi ha visto protagonisti…
“È stato un bel campionato, caratterizzato da tante trasferte lunghe, visto che il girone comprendeva squadre delle province di Catania, Siracusa e Ragusa. Per noi affrontare viaggi così lunghi non è semplice, soprattutto quando si giocava di sabato. Dal punto di vista organizzativo diventava tutto più complicato”.

Eravamo considerati una meteora, oggi ci conosce tutta la Sicilia

Villaggio Sant’Agata 2016-2026: dieci anni di avventure. Se dovesse scegliere una parola per descrivere questo percorso?
“Favola! Quando siamo partiti nel 2016 eravamo considerati una meteora, ma anno dopo anno ci siamo fatti conoscere in tutta la Sicilia. Abbiamo conquistato per due volte il campionato di Promozione e ottenuto altrettante salvezze, sempre con grande passione e attenzione”.

Quali sono i progetti per il futuro?
“Il progetto del Villaggio Sant’Agata è e sarà sempre lo stesso: cercare riscatto attraverso il calcio e dimostrare che anche una squadra di quartiere può lottare per qualcosa di importante contro realtà più organizzate, sia economicamente che dal punto di vista delle strutture. Oggi fare calcio a Catania è diventato difficilissimo per la carenza di impianti. Per questo tutto diventa più complicato, soprattutto per noi che facciamo calcio praticamente a costo zero”.

 

 

Villaggio Sant’Agata, Rapisarda: “Dieci anni di favola e sacrifici”

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